BRUMA VOL. II

brumacopertNub Project Space e Sobremesa
presentano
BRUMA VOL. II
11.05 – 25.05 – 08.06
Chiesa di San Michele in Cioncio – Via de’ Rossi – Pistoia

Giovedì 11 Maggio – ore 21.30
Adamennon
Petrolio

Giovedì 25 Maggio – ore 21.30
Julia Kent

Giovedì 8 Giugno – ore 21.30
Giulio Aldinucci
Simon Whetham

Adamennon (1)
Adamennon ha iniziato nel 2006, come progetto black ambient, un omaggio alla scena francese di “Les Legions Noires”. I suoi suoni erano una miscela di sonorità black metal anni ’90, dark ambient, e suoni drone e industrial.
A partire dal 2010 il progetto si è evoluto verso diversi stili musicali, mantenendo la sua attenzione verso la parte oscura dello spettro musicale. Le più grandi influenze sono state il Prog italiano e il suono dark degli anni Settanta, che portano alla prima opera di Adamennon intitolata “Nero” (2011).
Mentre lavorava nel suo SFR Studio dal 2011 in poi, Adamennon ha avuto la possibilità di esplorare l’eventuale coesione tra melodia e rumore, litanie di organi e sintetizzatori, attraverso il suo lavoro come produttore o ospite in altre band come Saturnine, Black Temple Below, Liturgia Maleficarum e altri.
Nel 2012 ha rilasciato ciò che può essere considerato l’ultima evoluzione del suo suono di questo periodo: MMXII. L’album è diverso da qualsiasi precedente ed è totalmente ispirato da musicisti italiani come Goblin e Jacula o compositori come Fabio Frizzi e Walter Rizzati. Il risultato è una miscela di oscurità e fasci di luce, melodie analogiche e dissonanze sintetiche seguendo lo stesso percorso verso l’ignoto che può essere immaginato solo attraverso i suoni che lo annunciano.
Nel 2014 Adamennon ha collaborato con Alessandro Parisi per “Il Plenilunio del Fuoco” che ha segnato un nuovo interesse per l’elettronica e la Kosmishe Music.
Nel 2015 Boring Machines ha rilasciato “Turiya”, 12″ diviso tra Adamennon e Altaj: una visione sciamanica della loro musica.
Nel frattempo, Shove Records ha stampato il CD “Ades”, una sorta di Electro/Dark Ambient/Kraut.
Nel 2017 un nuovo album: Le Nove Ombre Del Caos.
Il nuovo album solista di Adamennon espande i percorsi del suo precedente MMXII, portando le idee e le influenze di Goblin, Frizzi e Rizzati a un livello completamente nuovo. Le Nove Ombre del Caos è un film horror (mai girato) di cui Adamennon ha scritto la colonna sonora.
L’atmosfera è coperta di pazzia, di terrore e di un malvagio velo nero di follia. La musica è pesante, un destino per il condannato, e dà nuova linfa a uno dei generi musicali che ha reso famosi compositori italiani in tutto il mondo.
Pensa a una versione overpowered di Goblin, con tamburi innescati e riorganizzati nel modo più aggressivo, urla che provengono dal ventre più profondo e da antichi incantesimi.
L’album viene rilasciato su CD,con un poster della versione originale del film.
Nel marzo 2017, Svbterrean Tapes, rilascia “Lilium” Limited Edition Tape.

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Petrolio nasce nel 2015 per mano di Enrico Cerrato, musicista già molto attivo in ambito metal (Infection Code), industrial (Gabbiainferno) e jazz/noise/punk (Moksa).
Nella Primavera del 2017 Petrolio esordirsce con “Di Cosa Si Nasce”. L’album,è coprodotto da DreaminGorilla Records, Dio Drone, Taxi Driver Records, Vollmer Industries, Toten Schwan Records, Screamore, E’ Un Brutto Posto Dove Vivere, Brigante Records ed Edison Box.

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Julia Kent è nata a Vancouver, in Canada, e vive a New York. Compone facendo uso di violoncello, loops, suoni ambientali e tessiture elettroniche. La sua impronta musicale è stata descritta come “cinematica e impressionista”, “organica e forte”, e “impegnata e spiccatamente personale”.
Dopo esperienze importanti e formative in band come Rasputina e Antony and the Johnsons, Julia Kent ha intensificato negli ultimi anni l’attività solista arrivando a realizzare ben quattro album e un ep.
Delay (Important, 2007) era ispirato dalla riflessione sul disorientamento legato al senso del viaggio, Green and Grey (Tin Angels, 2011)  evocava musicalmente il rapporto tra processi organici e tecnologia, mentre  Character (il primo per la prestigiosa label inglese Leaf, uscito a marzo 2013) era un’esplorazione all’interno del sé, un viaggio nella propria geografia interiore.
La musica della Kent è stata utilizzata nelle colonne sonore di diversi film (un suo brano figura in “This must be the place” di Paolo Sorrentino) e come accompagnamento di performance teatrali e di danza; ha suonato in Europa e Nord America, esibendosi durante festival come il Primavera Sound a Barcellona, il Donau Festival in Austria e l’Unsound Festival a New York.

Giulio-Aldinucci
Giulio Aldinucci è nato a Siena nel 1981 ed è attivo da anni come compositore negli ambiti della sperimentazione musicale elettroacustica e della ricerca sul paesaggio sonoro.
Ha realizzato vari album usciti per etichette internazionali: Goccia (Home Normal, UK/J, 2016), Agoraphonia con Francesco Giannico (Dronarivm, RUS, 2016), Spazio Sacro (Time Released Sound, USA), The Prelude To, con Pleq (The Long Story Record Company/1631 Recordings, AUS/S, 2015), Aer (Dronarivm, RUS, 2014) and Tarsia (Nomadic Kids Republic, UK/J, 2012).
Il suo nuovo album, Borders and Ruins, uscirà a settembre 2017 su vinile per Karlrecords.
Oltre alla partecipazione a lavori a lavori collettivi e alla composizione di musica per performance teatrali, video arte, documentari e cortometraggi, ha realizzato quattro ep, fra cui Yellow Horse (Manyfeetunder-concrete, I, 2015). Ha inoltre contribuito a numerose raccolte, tra le quali Home Normal Elements, The Wire Tapper e Sound at work – Musica elettronica e mondo del lavoro realizzata dal centro di ricerca musicale Tempo Reale.
Nel giugno 2013, insieme ad Attilio novellino, ha lanciato Postcards from Italy. Il progetto consiste in un cd pubblicato da Oak Editions (I), un’istallazione presso la galleria SoundFjord (Londra) e una performance al Cafè OTO (Londra) ad opera del collettivo AIPS e Gianmarco Del Re.
È curatore della sezione Soundscape Practice dell’Archivio Italiano Paesaggi Sonori.

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Dal 2015 Simon Whetham ha sviluppato una particolare pratica di lavoro utilizzando registrazioni sonore come materiale grezzo per la composizione e le performance. Questi sono spesso suoni ambientali che ha catturato impiegando una varietà di metodi e tecniche, al fine di rivelare fenomeni sonori discreti o nascosti.
Quando presenta il lavoro in performance o installazioni, lo spazio e gli oggetti che si trovano al suo interno diventano strumenti da suonare.
Simon ha un gran numero di opere pubblicate da molte organizzazioni specializzate, tra cui Helen Scarsdale Agency, Crónica, Line e Dragon’s Eye; ha collaborato con artisti, musicisti, pittori, videomaker, danzatori e poeti; ha svolto laboratori di ascolto e field recording in Gran Bretagna, Estonia, Repubblica Ceca, Colombia, Cile, Australia e Corea del Sud; ha ricevuto un gran numero di commissioni e premi per progetti e installazioni – in particolare per il suo progetto “Active Crossover”.
Supportato da Arts Council England e PRS for Music Foundation, il progetto combina installazioni sonore, performance, collaborazioni e workshops. ‘Active Crossover’ è stato presentato in sei città del Regno Unito ed è stato ospitato in Estonia, Argentina, Cile, Colombia, Australia, Germania e Norvegia.

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