is it my world?#11

kinkalerinub
is it my world?#11 marzo/maggio 2015
performance/concerti allo spazioK
a cura di Kinkaleri
in collaborazione con Nub

L’undicesima edizione di is it my world?, progetto a cura di Kinkaleri rivolto alle espressioni più emergenti della scena dal vivo, dà seguito alla collaborazione con le identità artistiche del luogo avviando il dialogo con l’associazione Nub che spinge spazioK, all’incursione decisa nella sound art con proposte di artisti italiani e internazionali. La programmazione del periodo che va da marzo a maggio è tracciata come d’abitudine sul solco trasversale dei generi e accosta ai live-set anche performance e spettacoli, che nella discontinuità aderiscono alla natura composita del fare artistico attuale.

/22.3.2015 h 18
LUCA CAMILLETTI IDIOTECA, una parte / quasi tutto | spettacolo

/25.3.2015 h 21.30
ANDREA BELFI | Natura morta | concerto

/24.4.2015 h 21.30
EMANUELE BECHERI/COINTREAU & KINKALERI >  IMPRESSION 24.4.2015 | cine-concerto

/13.5.2015 H 21.30
JUNG AN TAGEN – ERIC ARN – ARBRE DU TÉNÉRÉ >
 Una risata m’ha guarito | concerto

luogo: spazioK – Via santa chiara 38/2 – Prato
ingresso: €5 / ridotto studenti €3
info: info@kinkaleri.it | ass.cult.nub@gmail.com
web: isitmyworld?

AndreaBelfiweb
Mercoledì 25 marzo ore 21.30
ANDREA BELFI | Natura Morta

Andrea Belfi è un batterista e compositore elettroacustico.
Ha studiato arte contemporanea all’accademia di Brera alla fine degli anni 90, ed ha mosso i primi passi nel mondo della musica sperimentale agli inizi dei 2000.
I suoni ritmi ipnotici, sempre in bilico tra il suono acustico ed elettronico, sono alla base del suo sofisticato linguaggio musicale. La sua musica ha un carattere molto meditativo e diretto, ma che proviene da una ricerca compositiva e musicale molto complessa.
Collabora da anni con artisti del calibro di Mike Watt, David Grubbs, Stefano Pilia, Carla Bozulich, Bj Nilsen, Hobocombo, Aidan Baker, Erik Skodvin, David Maranha, Machinefabriek, Attila Faravelli, e suona estensivamente dal vivo tra Europa e Stati Uniti.
Ha pubblicato dischi per Hapna, Die Schachtel, Room40 e Blue Chopsticks. Il suo ultimo disco, Natura Morta, è uscito lo scorso Novembre per l’etichetta norvegese Miasmah.
www.andreabelfi.com

risata
Mercoledì 13 maggio ore 21.30
JUNG AN TAGEN – ERIC ARN – ARBRE DU TÉNÉRÉ | Una risata m’ha guarito

Progetto sonoro che nasce e si consuma tutto in una notte con tre live-set distinti che vedranno esibirsi l’artista berlinese Jung An Tagen, il chitarrista americano Eric Arn, e la compagine Arbre du Ténéré, nuovo progetto che include Canedicoda e Maurizio Abate.

ARBRE DU TÉNÉRÉ
Arbre du Ténéré
 è un duo di musica sperimentale composto dal chitarrista Maurizio Abate ed il designer Canedicoda e vuole presentarsi come un omaggio all’unicità ed al caso romantico. L’albero del Ténéré (in francese L’Arbre du Ténéré) era un’acacia che si ergeva solitaria nel deserto del Ténéré, e veniva considerata l’albero più isolato al mondo, dal momento che non ve n’erano altri per un raggio di oltre 400 chilometri tutt’intorno. Costituiva un punto di riferimento per le carovane di cammelli che attraversavano questo deserto, nel nordovest del Niger. Si trattava dell’ultima pianta sopravvissuta di un gruppo di alberi cresciuto quando il deserto era meno arido di oggi. Nel 1973 l’albero venne investito ed abbattuto da un camionista libico – a quanto si dice – ubriaco. Musicalmente Arbre du Ténéré si presenta come un dialogo tra aperta improvvisazione e volontà di strutture armoniche, passando da situazioni e sonorità ambientali a cascate di gentile psichedelia minimale o ritrmica. Il desiderio del duo è di ritrarre musicalmente la figura di quest’albero speciale, nella sua storia, nel suo processo di sviluppo, dai tempi passati alla forma odierna, una scultura metallica che lo sostituisce ed omaggia da quando fu distrutto.
arbredutenere.bandcamp.com

ERIC ARN
Il chitarrista americano Eric Arn ed il suo Primordial Undermind hanno minato le regioni più lontane dell’ avant-rock, dell’ improvvisazione libera, del drone e della psichedelia per oltre due decenni.
Arn ha iniziato nei Crystalized Movements nel 1980 (la band che ha generato Magic Hour e il Major Stars) e ha guidato con la Undermind attraverso residenze in California, Boston, e Austin, in Texas prima di stabilirsi a Vienna, in Austria nel 2005.
Eric continua ad esibirsi con la Undermind così come solista e come membro di Outer Vertex, la Soft Power Ensemble di Vienna e la Vienna Improvisers Orchestra.
Ha pubblicato il suo primo album da solista, “Points of Fissure”, su Feathered Coyote Records nel 2013.
Nel 2014 ha pubblicato ‘Alchemy in the West Country’, album collaborativo tra Primordial Undermind e Thought Forms, così come la prima uscita di Outer Vertex, duo out-guitar con Christoph Weikinger (aka Torùn).
Soundcloud.com/eric-arn-sounds
Soundcloud.com/outer-vertex
Soundcloud.com/primordial-undermind

JUNG AN TAGEN

Jung An Tagen è il principale music-act che opera all’interno del VIV.
Utilizzando tecniche di sintesi e campionamento, Jung An Tagen costruisce matrici aleatorie, figure ripetitive e tessuti poliritmici che ruotano intorno a timbri distintivi e frammenti tattili, creando una visione di movimenti morphing tra alta energia e stati di gravità zero.
A causa della natura sinestetica del VIV, Jung An Tagen è legato strettamente ad una specifica grammatica visiva e si intreccia con la video arte, anche se le impostazioni performative vengono generalmente ridotte a solo audio.
In passato Stefan è principalmente presente con diverse band e moniker su etichette come Not Not Fun, Blackest Rainbow o la propria SF Broadcasts.
Ha registrato con musicisti come Tom Greenwood e Didi Bruckmayr, fatto tour in Europa e in America e condiviso il palco con artisti del calibro di Whitehouse e Faust.
Ha anche lavorato a cover, poster e altre opere grafiche per diversi artisti come Kevin Drumm, lavora anche come video artista sperimentale ed i suoi video sono stati proiettati in festival e mostre in giro per l’Europa.
A causa di diversi alias e altre strategie di disorientamento, non è sempre facile tenerne traccia, ma ogni parte del puzzle segue una idea estetica distinta sugli stati inconsci, su corpo e tempo e su l’identità stessa.
VirtualVienna.Tumblr.com
Soundcloud.com/VirtualVienna
Vimeo.com/VirtualVienna
Flickr.com/VirtualVienna

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