30/01/2013 | CLAUDIO ROCCHETTI // The Fall Of Chrome

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Claudio Rocchetti è ormai da anni uno dei musicisti elettronici più attivi e interessanti del panorama nazionale ed europeo: sia a causa del suo lavoro di ricerca sul suono, come elemento non solo emotivo e compositivo, ma anche materico sugli strumenti analogici ed elettronici, nelle sue potenzialità tecniche, improvvisative ed espressive sia in studio che dal vivo, anche a causa della fitta rete di collaborazioni e partecipazioni proficue sull’asse Bologna-Berlino.

The Fall Of Chrome
Claudio Rocchetti (Musica Moderna 2012, 98 pagine + cassetta di durata variabile)

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Con i contributi di: Kam Hassah, Brendan Murray, Ralf Wehowsky, Guillaume Siffert, Riccardo Benassi, Howard Stelzer, Daniela Cascella, Mattin & Ray Brassier, Marcel Turkowsky, Yan Jun, Jérôme Noetinger, Joseph Hammer, Lionel Marchetti, John Olson, Massimiliano Bomba, Harold Schellinx, Rinus Van Aleebeck, Maurizio Bianchi, Francesco Cavaliere.

Dopo parecchi anni di sperimentazione e ricerca attorno ai nastri, fatta in solo o insieme ad altri progetti/persone, mi sono sentito un po’ smarrito… Credevo d’aver esaurito l’argomento, forse un po’ troppo influenzato dalla new wave delle cassette, pensieri troppo pretenziosi iniziavano a farsi largo. Così, perso e senza troppe idee a riguardo mi sono preso una pausa. Niente più cassette nei live. E poi anche le registrazioni, perché non tentare strade nuove? Mesi di vuoto e strade senza uscita.
Poi mi sono chiesto; importa veramente il perché usiamo certi mezzi? Vale la pena interrogarsi e perdere del tempo dietro a cose simili? Domande troppo importanti, o più probabilmente troppo generiche e naif per cercarne le risposte da solo. Allora cosa c’è di meglio se non coinvolgere le persone che i nastri li hanno usati nei modi più disparati, prima di me, insieme a me e a volte dopo? Mi hanno risposto quasi tutti, alcuni hanno fatto finta di non capire la domanda, altri mi hanno dato risposte precise. Altri ancora hanno cancellato i miei presupposti e si sono fatti una domanda e hanno pensato anche alla risposta. Io nel frattempo ho raccolto una montagna di nastri trovati per strada e nei posti più disparati e poi ci ho ragionato sopra, costruendo una composizione lunga circa 3 ore, poi registrata sopra alle cassette originali. 300 nastri, ognuno con porzioni diverse del pezzo ad interagire con il materiale primitivo. Nelle parole di Daniela Cascella a proposito di questo mio lavoro è racchiusa la mia risposta.

www.musica-moderna.org

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