30/11/2011 | Z’EV / SLP


Z’EV

“Dal 1984 Z’EV si dedica principalmente alla presentazione di performances percussive utilizzando bastoni e mazze metalliche battuti su oggetti risuonatori da lui costruiti. Z’ev considera le sue performances come relazioni uniche tra se stesso e i suoi strumenti e il particolare spazio fisico della performance comprese l’ubicazione geografica e l’energia del pubblico. Mentre i primi due fattori rimangono naturalmente gli stessi, la modifica di uno qualunque degli altri tre determina una performance totalmente distinta.
Nel 1968 frequenta il California Institute of the Arts presso l’originale Campus Villa Cabrini, con studi in Etnomusicologia ma soprattutto facendo pratica col poeta di calligrammi Emmett Williams. Nel 1969 partecipa nella mostra “Second Generation” del Museum of Conceptual Art di San Francisco. In quel periodo la sua opera è costituita principalmente da poesie sonore e visive.
Nel 1974 comincia a lavorare sulle sottigliezze dei fenomeni acustici sviluppando una vasta gamma di strumenti concussivi e percussivi adibiti alla loro produzione, che hanno formato la base del suo lavoro da solista.
È uno dei fondatori del cosiddetto Industrial Music/Art Movement. Nel 1981 è il primo artista a pubblicare il suo materiale in formato VCR (`Shake Rattle & Roll” pubblicato da Fetish UK). Nel 1983 si trasferisce ad Amsterdam e vive stabilmente in Europa fino al 1994. Nel 1989 comincia una collaborazione con il musicista house olandese DJ DANO, il cui risultato diviene famoso con il nome Hard Core (oltre 150 bpm). Dal 1994 fino al 2003 si ritira dall’attività artistica.
Z’EV si è esibito da solista in più di 80 città in 20 paesi e ha pubblicato più di 30 lavori musicali su lp, cassette e cd. Uscito dal silenzio nel 2003, la sua attenzione è ora puntata sulle collaborazioni e sulle performance in luoghi inconsueti.”SLP plays in the group Salome Lego Playset and therefore adopts its wording to understand that whatever may happen in his universe he can’t detach from the life project which he found in Salome. He isn’t a musician and has no technical skills nor funds to hide it. He works on ever failing attempts in his search for a sound which can be definite for him, first of all as an existential quest and that may sooner or later absorb him in its whirls and make him disappear. This sound doesn’t materialize, it is reluctant because it is incapable of reproducing the shadows which roam in his mind. Thus he continues to make failing attemts at playing which nonetheless contain the echo of that ideal sound that he has always looked for. Once he has obtained this he will no longer need to search but only be silent.
Whether it’s acoustic or digital doesn’t matter, the source is always that vague echo in his limbs, which enchants him and promises that in the future encounter, if it ever takes place, he will at last be free to unconditionally express all of his being.
What he leaves for now are therefore gasps for a definite word which can give some sense to his life and welcome a finished silence.

www.spettrorec.com

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