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Archivio mensile:aprile 2011

I Salome Lego Playset si formano nel 2003 a Bologna.
Il gruppo ha inciso 8 album, 2 live recordings e diversi concerti a Bologna. Hanno realizzato collaborazioni con Susanna La Terza, Achievements, La Stufa, Secret Sounds e altri.
La loro musica, difficile da classificare perchè varia anche da concerto a concerto, è una fusione tra post rock, improvvisazione, musica minimalista, noise, ambient, musica concreta e drone.

http://www.epx.it/salomelp


ONGAPALOOZA

Ongapalooza è il festival itinerante organizzato da Boring Machines per festeggiare i primi cinque anni di attività dell’etichetta.
In questi cinque anni sono stati prodotti più di trenta titoli, tutti con una estrema attenzione sia alla musica data alle stampe che ai packaging, rigorosamente assemblati a mano. In questi anni Boring Machines ha avuto grandi soddisfazioni, brani dei propri artisti inclusi nelle compilation di The Wire, ottime recensioni in campo internazionale, e magnifici tour dei propri artisti in ogni angolo di Europa e Stati Uniti.

boringmachines.it

 

BE INVISIBLE NOW!

Be Invisible Now! è un moderno corriere cosmico.
Dell’epopea kosmische/kraut dei pionieri dell’elettronica degli anni ’70 mantiene la passione per gli strumenti analogici, innestando però elementi di novità mutuati dall’abstract sound degli Autechre e dai beat asincroni di John Wiese.  Be Invisible Now! ha all’attivo due dischi su Boring Machines, Neutrino del 2007 e lo split con Expo’70 del 2008, e uno a nome Be Maledetto Now! in tandem con Nihil is Me/Maledetto.
Ha creato musiche per la crew di videomapping Apparati Effimeri, avendo l’occasione di sonorizzare installazioni audio/video in vari festival europei, presso la Galleria degli Uffizi e di collaborare con Ferrari a Maranello per il lancio di una delle nuove auto.
Nell’Agosto del 2010 è stato protagonista di un minitour che lo ha visto suonare al Locarno Film Festival, in due gallerie d’arte a Berlino e in un party selvaggio nei sotterranei di Amburgo.

beinvisiblenow.net

BEMYDELAY

BeMyDelay e il progetto solista di Marcella Riccardi (Blake/e/e/e, Franklin Delano, Massimo Volume), cantante e chitarrista.
L’interesse per il blues arcaico quanto per le musiche di confine di ogni tipo e la base di una raccolta di canzoni che sanno di blues sperimentale, drone vocali, pareidolia acustica.
BeMyDelay vuole essere un morbido viaggio per la mente, un singalong cosmico dove la melodia ritorna circolarmente, immersa in una atmosfera ovattata ed eterea. La voce usata come uno strumento che segue il rincorrersi dei loops e delays.
Il disco, intitolato “ToTheOtherSide” e basato sulla manipolazione di due loop stations, un paio di vecchi delays, un wah-wah, campane tibetane ed alcune percussioni, che assieme alla voce creano vortici circolari dove la mente puo perdersi nei mille echi che risuonano all’interno dei pezzi.
“ToTheOtherSide” e un nuovo tassello di quella psichedelia al femminile che va da Grouper e US Girls fino a Valet. Il suono in questo caso e piu definito rispetto a Liz Harris e Honey Owens, risultando meno drogato e piu acusticamente psichedelico, pur facendo largo uso di effettistica.
Marcella Riccardi ha suonato con: Blake/e/e/e, Franklin Delano e Massimo Volume.
Con i Franklin Delano ha registrato tre dischi, tra cui “Like a smoking gun in front of me” (2004, mixato a Chicago da Brian Deck) e “Come Home” (2006, mixato nello studio di John McEntire e prodotto da Brian Deck) con la partecipazione di musicisti come Jim Becker, Ben Massarella, Tim Rutili dei Califone, Fred Lomberg-Holm, Nick Broste, Josh Berman e lo stesso Brian Deck.
Nel 2008, con la sua nuova band, Blake/e/e/e, comincia la collaborazione con il Vacuum Studio di Bruno Germano, fine soundmaker e ottimo musicista. Il disco, “Border Radio”, esce negli Stati Uniti per Freefolk Records e in Europa per Unhip Records.

bemydelay.bandcamp.com

Andrea Belfi è batterista, musicista elettroacustico e compositore. I suoi progetti e le sue collaborazioni spaziano tra diversi campi musicali, dal rock alla sperimentazione elettroacustica, dall’avant-folk all’improvvisazione radicale, dalle performance audio/video alle installazioni sonore.
La sua costante preoccupazione e il suo interesse primario, come si può vedere chiaramente analizzando il suo lavoro nel complesso, sono rivolti al movimento dal vivo e  performativo.

Nel suo live set Belfi si rivolge al pubblico con un set essenziale di batteria, circondato da sintetizzatori, una loop station, alcuni microfoni a contatto, un’armonica e due casse di piccole dimensioni. Gli elementi acustici e  elettronici si mischiano,  si intrecciano ed a volte si scambiano di posto: i suoni acustici vengono trattati come se fossero elettronici, mentre quegli realmente elettronici vengono suonati nel momento stesso. I pattern ritmici vanno oltre il mero beat, trasformati da Belfi in cerchi, sempre ciclici ma in costante cambiamento, sia rassicuranti che in grado di sorprendere.

Un attento lavoro di preparazione, che consiste in una precedente e assai studiata selezione di scenari emotivi, permette al live set di essere spontaneo e di “vivere il momento”, evitando assolutamente ogni forma di sovra concettualizzazione. Il principale successo di Belfi è quello di costruire canzoni “effettive” attraverso un’improvvisazione radicale piuttosto che con l’uso di elementi fissi e codificati.

www.chocolateguns.com

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