19/03/2011 | FRANCESCO GIOMI

Francesco Giomi, Sound e live electronics
SOLO

Cosa significa per un musicista elettronico esibirsi da solo? Quali sono i suoi strumenti? Che ruolo gioca l’improvvisazione e i suoi rapporti con la strutturazione dei suoni?
A me non fa paura la “musica acusmatica”, fissata su supporto e proiettata in uno spazio nel momento concertistico: può raggiungere elevati e ineguagliabili livelli di raffinatezza e precisione nella definizione …del suono, così come nell’organizzazione della drammaturgia timbrica e prospettica.
In questa ottica, “suonare dal vivo” può avere senso solo se si crea una relazione forte e riconoscibile tra il gesto e l’emissione acustica. Magari non estremamente diretta, come avviene per la musica tradizionale, ma quantomeno in forme che necessariamente richiamino la tradizione dell’esibizione musicale, come l’interazione interprete-macchina, quella tra interpreti, la visibilità/platealità dei gesti, e così via. In poche parole: la necessità di una presenza scenica.
Il progetto Solo vuole essere una ricerca in questa direzione, proponendo un equilibrio instabile tra materiale musicale fissato ed elementi sonori estemporanei, sempre in una dimensione temporale che sfugge all’idea di flusso continuo e va verso la proposta di paesaggi drammaturgici ed emotivi “musicalmente” percepibili.

Francesco Giomi
Compositore e regista del suono, ha sviluppato una lunga esperienza nel campo della musica di ricerca e dei suoi rapporti con le altre arti.
Compone primariamente opere legate all’impego delle nuove tecnologie.
Dal 2001 collabora attivamente con il coreografo Virgilio Sieni realizzando la parte musicale di numerosi spettacoli, rappresentati in italia e all’estero.
Nel 2003 ha ottenuto una commissione dal GRM di Parigi per una nuova opera elettroacustica, presentata in prima esecuzione assoluta nella sala di Radio France e successivamente a Montreal e Bruxelles. Con questo lavoro ha vinto, nel 2007, l’International Rostrum for Electroacoustic Music organizzato dall’Unesco. Nel 2009 ha ottenuto una nuova commissione dal GRM per realizzare Kaplan, un omaggio musicale ad Alfred Hitchcock.
I suoi lavori musicali sono eseguiti nei festival di tutto il mondo e programmati in importanti contesti radiofonici.
Negli ultimi anni si è particolarmente interessato all’elettronica dal vivo. Ha fondato, con Francesco Canavese (chitarra elettrica) e Giovanni Nardi (sassofono), il gruppo di sperimentazione e improvvisazione creativa ZUM che ha esordito nella stagione Jazz & New Music 2005 del Musicus Concentus di Firenze mentre nel 2008 ha dato vita, sempre insieme a Canavese, al Progetto SDENG, un duo di live electronics incentrato sul rapporto tra elettronica e improvvisazione.
Da molti anni collabora con Tempo Reale, il centro fiorentino di produzione, ricerca e didattica musicale fondato da Luciano Berio e del quale è attualmente direttore; in questo ambito ha diretto l’equipe di produzione del Centro in importanti lavori di Berio nei principali teatri di tutto il mondo, collaborando con artisti come Pierre Boulez, Henri Pousseur, Micha Van Hoecke, Renzo Piano. E’ recentemente uscito per Zanichelli il suo libro divulgativo: “Rumore bianco. Introduzione alla musica digitale”.

www.francescogiomi.it

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